Signor Presidente,
colleghi Consiglieri,
in questa prima seduta del Consiglio provinciale non possiamo non chiederci che senso ha aver mantenuto un Ente su cui ci sono ancora molti punti interrogativi: non sono chiare le competenze, è prevista una durata, sulla carta, di 2 anni per il consiglio e di 4 per il Presidente, è privo di risorse economiche al punto che la legge di stabilità rende di fatto inapplicabile la riforma Delrio.
Le nuove Province sono ad oggi una scatola vuota non tanto di competenze, alcune delle quali ancora da delegare da parte della Regione, ma di fondi per poter dare risposta anche solo alle competenze fondamentali stabilite dalla Legge Delrio. E’ evidente che, il Governo ha di fatto reso le Province non gestibili, ed il tutto a grave danno dei cittadini, ai quali peraltro è stata tolta la possibilità di scegliere, privandoli del diritto di voto.
Agli amministratori comunali poi, già sovraccarichi di responsabilità, il Governo non ha fatto loro un regalo attribuendo anche questo ruolo, viste le condizioni in cui si troveranno ad operare e le prospettive non chiare. E allora sarebbe opportuno chiedere al Presidente del Consiglio, che in questa mattina è a Brescia: che senso ha tenere in vita un cadavere???
Proprio per questo duplice compito, egregio Presidente, siamo convinti che, chi come Lei ha la responsabilità di guidare il nuovo Ente e di proporre il programma, ha il dovere di dialogare, confrontarsi e rendere partecipi tutte le realtà territoriali e tutte le amministrazioni, anche quelle che, mai coinvolte , hanno scelto in piena libertà di sostenere un percorso civico, com’è stato il nostro di Comuni in Provincia.
Con trasparenza e senso di responsabilità, ci impegniamo ad essere propositivi, attenti e vigili, e nello stesso tempo a contrastare prevaricazioni, scelte egemoniche o spartizioni di posizioni di potere fini a se stesse.

Chiediamo che per il nuovo Ente si creino le condizioni perché sia dei sindaci e dei consiglieri comunali, non delle segreterie di partito.
Un’istituzione al servizio dei cittadini per la manutenzione di strade e scuole, per il sostegno agli enti di welfare, per la promozione e lo sviluppo del territorio, non un parcheggio o un luogo di compensazione.
L’Ente di area vasta dovrà tra gli altri impegni, affrontare con lungimiranza e pragmatismo il tema dei servizi aggregati per le aree omogenee da individuare sul nostro territorio, senza chiusure preconcette ed inspiegabili in una logica istituzionale .
Sono queste le sfide che dovremo realmente affrontare, lavorando col territorio e per il territorio. Ed il primo passo per comprendere con quale atteggiamento verrà amministrato questo ente sarà la stesura dello Statuto, delle regole comuni, dove potremo costruire il nuovo assetto dell’Ente, offrire spazi di partecipazione per una programmazione territoriale dove la nostra Provincia potrà fare scuola e dimostrare, al di là dei campanilismi, che riorganizzare il territorio e i servizi forniti ai cittadini, valorizzando le buone prassi amministrative è possibile.
Lo Statuto dovrà essere scritto da tutti i consiglieri, sono solo 16, non da una rappresentanza di essi e dovrà, a nostro modo di vedere, come per altro hanno già fatto in altre provincie, essere steso da una commissione allargata anche ad altri rappresentanti istituzionali. Questo è un passaggio molto importante e non sottovalutabile perché dovremo tramite lo Statuto, trasformare questo Ente, al momento senza forma e senza struttura a causa di una riforma monca, in una macchina funzionale pronta a rispondere alle esigenze delle varie e diverse zone della nostra provincia, dalle valli, ai laghi, dalla città alla bassa, dalla franciacorta all’hinterland, dai piccoli comuni alle cittadine che caratterizzano il nostro vasto territorio provinciale.
Al Presidente Mottinelli auguriamo pertanto un buon lavoro affinché le premesse non troppo positive verificatesi ad oggi, possano trasformarsi in opportunità reali e concrete per il nostro territorio, per la nostra provincia, per i cittadini.